Archivio per la categoria 'fonte internet'

22
Apr
08

Boselli: il Partito socialista continuerà a vivere

Il risultato elettorale segna una grave e severa sconfitta del Partito socialista. So bene che le vittorie hanno molti padri e molti madri, mentre le sconfitte sono solitamente figlie di nessuno. Questo, però, non è né il mio atteggiamento né il mio comportamento. Delle scelte che abbiamo fatto e delle conseguenze che ne derivano io mi assumo pienamente la responsabilità politica. Per questo motivo, non appena ho appreso l’esito del voto, mi sono dimesso dalla guida del Partito socialista, pur avendo svolto questo ruolo, non come segretario ma come candidato premier.
Continuo a pensare che i socialisti non potevano accettare il diktat di Veltroni salvando qualche posto di parlamentare in cambio di uno scioglimento del nostro partito. Se avessimo imboccato questa strada, avremmo rinunciato alla nostra dignità politica. I più di settantamila nostri iscritti avrebbero interpretato la nostra resa a Veltroni solo come una scelta opportunista. Nella mia esperienza politica ho avuto sempre come bussola quella di mantenere la nostra autonomia. Non piegarsi ai ricatti è la premessa basilare per essere una comunità libera. Questa sconfitta dei socialisti si colloca in una situazione nella quale si è determinato un vero e proprio terremoto politico.
Il dato saliente, sul quale si dovrà riflettere, è la vittoria travolgente di Berlusconi. Il centrodestra ha avuto un voto a valanga che ha dato a Berlusconi un’ampia maggioranza non solo alla Camera, come era prevedibile, ma anche al Senato nel quale la partita si presentava più difficile a causa della legge elettorale in vigore. L’affermazione della Lega, ma anche quella di Di Pietro, mettono in rilievo la politica dell’ondata populistica che ha marcato il voto del 13 aprile. Questa slavina è venuta addosso a tutta l’area del centro sinistra che si è così attestato ad un livello fra i più bassi da quando è entrato in crisi dopo l’‘89 il vecchio sistema politico. La frana più vistosa e consistente è stata subita dalla Sinistra Arcobaleno che ha perso più di otto punti in percentuale rispetto alla somma di voti di Rifondazione comunista, dei Comunisti Italiani, dei Verdi e di quelli – non calcolabili – della Sinistra democratica di Fabio Mussi. Di questa enorme perdita non si è avvantaggiato in misura significativa il Partito democratico. Il voto ci racconta un’Italia, dove i temi della sicurezza, dell’inefficienza della Pubblica Amministrazione e dei servizi sociali, dell’immigrazione e delle tasse sono stati avvertiti come fondamentali. Dobbiamo interrogarci sul perché siano stati Berlusconi e Bossi a interpretare e rappresentare meglio di tutti questo profondo e diffuso disagio sociale. Le famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese con bilanci assai magri e la precarietà del lavoro giovanile e non avrebbero dovuto avere a riferimento la destra ma la sinistra. È pur vero che la storia del Novecento ci mostra esempi nei quali gravissime crisi economiche e finanziarie hanno avuto uno sbocco a destra e talvolta, autoritario e totalitario. Vi sono, però, altri esempi, come il New Deal roosveltiano nei quali si è aperta una stagione riformista. L’esito della crisi dipende in larga parte, dal comportamento degli attori politici che si fronteggiano.
Se la vittoria del centrodestra ha due nomi, Berlusconi e Bossi, la sconfitta ne ha uno solo: Veltroni. Il cedimento strutturale della sinistra italiana è stato ampiamente perseguito da Veltroni con il solo scopo di bilanciare la vittoria annunciata di Berlusconi con un successo, che non c’è stato, del Partito democratico. Si può affermare, e con più di un fondamento, che Veltroni ha asfaltato la strada del ritorno al potere del Cavaliere. È sua la responsabilità principale di avere messo fine alla maggioranza che sosteneva il Governo Prodi (Mastella sull’onda di un incidente giudiziario ha solo staccato la spina) e di aver aperto le porte alle elezioni anticipate. È sua la responsabilità di non avere neppure tentato di costruire una più ampia coalizione sulla base di un programma riformista e di avere mandato allo sbaraglio tutto il vecchio centro sinistra. È sua la responsabilità di aver non solo accettato ma sostenuto lo stesso modello culturale portato avanti da Berlusconi, cavalcando il populismo contro le istituzioni democratiche e puntando, come il Cavaliere, ad un presidenzialismo irresponsabile senza regole e senza partiti. Di fronte a queste scelte ci aspettiamo una riflessione critica dall’interno del Partito democratico, che vada oltre la solidarietà di facciata, che è stata data finora a Walter Veltroni.
Noi socialisti siamo stati investiti in pieno da questo terremoto che non ha risparmiato nessuno. Non sarà facile risalire la china, ma non è impossibile. In questa nostra campagna elettorale i nostri compagni e le nostre compagne si sono prodigati con generosità e con impegno. Esprimo a tutti un ringraziamento sincero. Le nostre elettrici e i nostri elettori hanno coinciso pressappoco con la nostra comunità politica. Questo è un tesoro di energie dal quale si può e si deve ripartire. È necessario non perdersi d’animo neppure in questa nuova circostanza politicamente drammatica. La nostra reazione deve essere forte ed immediata. Dobbiamo realizzare un profondo rinnovamento dei nostri gruppi dirigenti, realizzare una nostra forte unità, costruire una nuova strategia politica che si collochi in un più ampio processo di ripensamento critico della sinistra e dello stesso Partito democratico.
Per questi scopi vi propongo di convocare per il 7 giugno il Congresso Nazionale del nostro partito. Devono essere, infatti, le nostre iscritte e i nostri iscritti a scegliere un nuovo gruppo dirigente che riesca a portarci fuori da questo stato di gravi difficoltà nel quale non siamo più presenti in Parlamento e non potremo neppure avere – se i dati elettorali del Ps verranno confermati – il rimborso elettorale. Siamo stati, comunque, nel corso della nostra storia temprati dalle difficoltà. Chi pensa che il Ps si disperderà e con esso il patrimonio ideale, morale e politico del socialismo italiano si sbaglia e saremo noi con il nostro impegno a dimostrarlo.
Per quanto mi riguarda non devo che confermare quanto sinora ho detto: continuerò a dare il mio contributo al Partito socialista ma non più con un ruolo di guida politica. Mi auguro – ed anzi ne sono certo – che dal Congresso uscirà un nuovo gruppo dirigente all’altezza della situazione. Su una cosa non ho dubbi: il Partito socialista continuerà a vivere.

14
Apr
08

Netta vittoria di Berlusconi.

Netta vittoria della Pdl alla Camera e al Senato, crolla la sinistra e per la prima volta nella storia della repubblica i socialisti non sono presenti in Parlamento. Questi i risultati del voto di domenica e lunedì, che a scrutinio non ancora ultimato, dà Il Pdl-Lega Nord e Mpa raggiungono insieme il 46,8% mentre il Pd-Idv e’ al 38,5%.Il Popolo della Libertà risulta raggiungere il 40,1% dei consensi con la Lega Nord al 5,6% mentre il Movimento per l’autonomia e’ all’1,1%. Per quanto riguarda il Pd raggiunge il 33,5% mentre il partito di Di Pietro si assesta al 5%. L’Unione di centro raggiunge il 5,9%, la Sinistra l’arcobaleno il 3,6% la Destra il 2,3%, il Partito socialista lo 0,’9%. Una responsabilità “gravissima” quella di Walter Veltroni che con la scelta di andare da solo ha aperto le porte di Palazzo Chigi a Silvio Berlusconi. E’ il commento a caldo di Enrico Boselli, che non nasconde il deludente risultato del suo partito, convocando d’urgenza un congresso.

06
Apr
08

il primo socialista è Dio

23
Mar
08

boselli: i valori del cristianesimo non sono un’esclusiva di nessuno

 

È polemica sullo spot del Partito socialista, di cui è uscita un’anticipazione su “La Stampa”, che definisce Gesu’ il primo socialista della storia. Lo spot, che verrà presentato la prossima settimana, ha suscitato una levata di scudi dalla destra conservatrice e dal mondo cattolico che non hanno esitato a criticare l’iniziativa pur non avendola vista.
Il primo a scendere in campo è stato Maurizio Gasparri, dell’ufficio politico di An: “altro che recupero delle radici cattoliche, altro che cristianesimo delle origini, seguito dal segretario della Rosa bianca Mario Baccini che ha definito lo spot “improprio, sacrilego e di dubbio gusto” e del leghista Cota.
Immediata la replica dei socialisti. ‘I valori del cristianesimo non sono esclusiva di nessuno, ne’ della Chiesa cattolica ne’ tantomeno di qualche partito o di qualche esponente politico”. Ha affermato Enrico Boselli “Con il nostro spot – aggiunge – noi vogliamo rivendicare quella che e’ sempre stata la missione dei socialisti da quando sono nati, difendere e aiutare i piu’ deboli, chiedere giustizia per loro. Se essere credenti significa questo, allora tutti i socialisti lo sono.Io chiedo solo a tutti, in nome della tolleranza, di vederlo prima di giudicarlo”.
“Lo spot del Partito socialista e’ molto rispettoso, e andrebbe visto prima di poterlo giudicare” afferma Alberto Nigra, responsabile politico della comunicazione della campagna elettorale.
“Lo spot – prosegue Nigra – raccoglie quella tradizione popolare che ha sempre visto nella figura di Gesu’ Cristo quella del primo socialista, del primo uomo cioe’ che si e’ battuto per la giustizia e per l’uguaglianza di altri uomini. Il pensiero di Gesu’ Cristo si incontra infatti con quella tradizione socialista che si batte per l’emancipazione attraverso la non violenza. Non e’ un caso che la sua figura e il suo pensiero siano rispettati in tutto il mondo da tutte le religioni da credenti e non credenti. Pensare che ci possa essere qualcuno che abbia il monopolio culturale sul messaggio cristiano e’ semplicemente ridicolo”.
“Vorrei ricordare a Baccini e a tutti coloro che si risentono per lo spot socialista con Cristo testimonial, che fu proprio Cristo a cacciare i mercanti dal tempio, e quindi dovrebbe convenire con noi che fu il primo socialista della storia”. Ha aggiunto Franco Grillini, “Se Baccini si definisce credente dovrebbe essere molto contento che ci siano partiti definiti laicisti che si rifanno ad un personaggio dei vangeli per esprimere i valoridell’uguaglianza e della solidarieta’ tra gli uomini”.
“Cari Gasparri e Baccini, – ha affermato Mauro Del Bue – dimostrate di non conoscere la storia. E in particolare la storia del primo socialismo. Piu’ in particolare ancora la figura di Camillo Prampolini, deputato e leader socialista riformista, che nel 1897 scrisse ‘La predica di Natale’ osservando proprio che Cristo e’ stato socialista, mentre la Chiesa del suo tempo non era cristiana”. “Prampolini stesso era definito il ‘Cristo socialista’ – aggiunge – e usava simbologie e parabole di stampo cristiano per convincere i contadini del suo tempo a diventare socialisti. Cosa che gli riusci’ perche’ nella provincia di Reggio Emilia, dove seminava la sua predicazione, i socialisti divennero maggioranza gia’ agli inizi del secolo scorso”.
Sull’argomento è intervenuto anche Bobo Craxi:”Si tratta – ha detto – di un meraviglioso omaggio al senso cristiano della nostra battaglia socialista, che si rivolge a quelle radici laiche che, come ha dimostrato anche Chiara Lubich, diverse volte nella storia hanno saputo incontrare ispirazioni e movimenti di matrice cristiana”. “E’ una grande riconciliazione – prosegue – che poi ai socialisti si vogliano far espiare colpe che non sono loro rappresenta un fatto ingiusto e poco cristiano. Nessuno deve ritenere di possedere la esclusiva di Cristo. Io lo spot l’ho visto: altro che blasfemo! E’ un vero e proprio atto di amore”.




 

Dicembre: 2009
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