Il risultato elettorale segna una grave e severa sconfitta del Partito socialista. So bene che le vittorie hanno molti padri e molti madri, mentre le sconfitte sono solitamente figlie di nessuno. Questo, però, non è né il mio atteggiamento né il mio comportamento. Delle scelte che abbiamo fatto e delle conseguenze che ne derivano io mi assumo pienamente la responsabilità politica. Per questo motivo, non appena ho appreso l’esito del voto, mi sono dimesso dalla guida del Partito socialista, pur avendo svolto questo ruolo, non come segretario ma come candidato premier.
14
Apr
08
Netta vittoria di Berlusconi.
Netta vittoria della Pdl alla Camera e al Senato, crolla la sinistra e per la prima volta nella storia della repubblica i socialisti non sono presenti in Parlamento. Questi i risultati del voto di domenica e lunedì, che a scrutinio non ancora ultimato, dà Il Pdl-Lega Nord e Mpa raggiungono insieme il 46,8% mentre il Pd-Idv e’ al 38,5%.Il Popolo della Libertà risulta raggiungere il 40,1% dei consensi con la Lega Nord al 5,6% mentre il Movimento per l’autonomia e’ all’1,1%. Per quanto riguarda il Pd raggiunge il 33,5% mentre il partito di Di Pietro si assesta al 5%. L’Unione di centro raggiunge il 5,9%, la Sinistra l’arcobaleno il 3,6% la Destra il 2,3%, il Partito socialista lo 0,’9%. Una responsabilità “gravissima” quella di Walter Veltroni che con la scelta di andare da solo ha aperto le porte di Palazzo Chigi a Silvio Berlusconi. E’ il commento a caldo di Enrico Boselli, che non nasconde il deludente risultato del suo partito, convocando d’urgenza un congresso.
06
Apr
08
il primo socialista è Dio
È polemica sullo spot del Partito socialista, di cui è uscita un’anticipazione su “La Stampa”, che definisce Gesu’ il primo socialista della storia. Lo spot, che verrà presentato la prossima settimana, ha suscitato una levata di scudi dalla destra conservatrice e dal mondo cattolico che non hanno esitato a criticare l’iniziativa pur non avendola vista.
Il primo a scendere in campo è stato Maurizio Gasparri, dell’ufficio politico di An: “altro che recupero delle radici cattoliche, altro che cristianesimo delle origini, seguito dal segretario della Rosa bianca Mario Baccini che ha definito lo spot “improprio, sacrilego e di dubbio gusto” e del leghista Cota.
Immediata la replica dei socialisti. ‘I valori del cristianesimo non sono esclusiva di nessuno, ne’ della Chiesa cattolica ne’ tantomeno di qualche partito o di qualche esponente politico”. Ha affermato Enrico Boselli “Con il nostro spot – aggiunge – noi vogliamo rivendicare quella che e’ sempre stata la missione dei socialisti da quando sono nati, difendere e aiutare i piu’ deboli, chiedere giustizia per loro. Se essere credenti significa questo, allora tutti i socialisti lo sono.Io chiedo solo a tutti, in nome della tolleranza, di vederlo prima di giudicarlo”.
“Lo spot del Partito socialista e’ molto rispettoso, e andrebbe visto prima di poterlo giudicare” afferma Alberto Nigra, responsabile politico della comunicazione della campagna elettorale.
“Lo spot – prosegue Nigra – raccoglie quella tradizione popolare che ha sempre visto nella figura di Gesu’ Cristo quella del primo socialista, del primo uomo cioe’ che si e’ battuto per la giustizia e per l’uguaglianza di altri uomini. Il pensiero di Gesu’ Cristo si incontra infatti con quella tradizione socialista che si batte per l’emancipazione attraverso la non violenza. Non e’ un caso che la sua figura e il suo pensiero siano rispettati in tutto il mondo da tutte le religioni da credenti e non credenti. Pensare che ci possa essere qualcuno che abbia il monopolio culturale sul messaggio cristiano e’ semplicemente ridicolo”.
“Vorrei ricordare a Baccini e a tutti coloro che si risentono per lo spot socialista con Cristo testimonial, che fu proprio Cristo a cacciare i mercanti dal tempio, e quindi dovrebbe convenire con noi che fu il primo socialista della storia”. Ha aggiunto Franco Grillini, “Se Baccini si definisce credente dovrebbe essere molto contento che ci siano partiti definiti laicisti che si rifanno ad un personaggio dei vangeli per esprimere i valoridell’uguaglianza e della solidarieta’ tra gli uomini”.
“Cari Gasparri e Baccini, – ha affermato Mauro Del Bue – dimostrate di non conoscere la storia. E in particolare la storia del primo socialismo. Piu’ in particolare ancora la figura di Camillo Prampolini, deputato e leader socialista riformista, che nel 1897 scrisse ‘La predica di Natale’ osservando proprio che Cristo e’ stato socialista, mentre la Chiesa del suo tempo non era cristiana”. “Prampolini stesso era definito il ‘Cristo socialista’ – aggiunge – e usava simbologie e parabole di stampo cristiano per convincere i contadini del suo tempo a diventare socialisti. Cosa che gli riusci’ perche’ nella provincia di Reggio Emilia, dove seminava la sua predicazione, i socialisti divennero maggioranza gia’ agli inizi del secolo scorso”.
Sull’argomento è intervenuto anche Bobo Craxi:”Si tratta – ha detto – di un meraviglioso omaggio al senso cristiano della nostra battaglia socialista, che si rivolge a quelle radici laiche che, come ha dimostrato anche Chiara Lubich, diverse volte nella storia hanno saputo incontrare ispirazioni e movimenti di matrice cristiana”. “E’ una grande riconciliazione – prosegue – che poi ai socialisti si vogliano far espiare colpe che non sono loro rappresenta un fatto ingiusto e poco cristiano. Nessuno deve ritenere di possedere la esclusiva di Cristo. Io lo spot l’ho visto: altro che blasfemo! E’ un vero e proprio atto di amore”.
21
Mar
08
partito socialista
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Il Partito Socialista è una novità nel panorama politico italiano, una speranza per il rinnovamento e la modernizzazione del Paese, contro ogni forma di conservazione politica, economica e culturale. Una forza politica rivolta a valorizzare i meriti e a rispondere ai bisogni individuali e collettivi.
Per queste ragioni il socialismo democratico è oggi di attualità per saldare le attese delle vecchie e delle nuove generazioni, per dare un contributo a una moderna società della conoscenza, per riaffermare, insieme alla battaglia per nuovi diritti, l’etica dei doveri e della responsabilità.Il Partito socialista, in Italia come nel resto d’Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.
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Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
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Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità: contrasta i ricorrenti tentativi di invadenza delle burocrazie statali, delle religioni e delle ideologie nella sfera della libertà individuale; fonda la sua azione sul rispetto dei diritti civili ed umani in Italia come nel mondo.
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Il Partito Socialista crede nel valore dell’uguaglianza che si realizza attraverso l’allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L’uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili.
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Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi. Contrasta ogni forma di fondamentalismo che vuole trasformare i propri precetti in leggi dello Stato.
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Il Socialismo considera il lavoro come l’espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l’istruzione e la formazione durante l’arco di tutta la vita. Il Partito Socialista vuole che il lavoro sia adeguatamente retribuito e riconosciuto, e sostiene la necessità per tutti coloro che non siano in condizioni di lavorare di ricevere un reddito di base adeguato ai loro meriti e alla loro condizione.
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Il Partito Socialista continua la sua battaglia secolare per una maggiore giustizia sociale lottando contro le diverse forme di povertà e di emarginazione, fin da quelle che riguardano i primi anni di vita. I sistemi di sicurezza sociale, a cominciare da quelli della casa, della sanità, dell’istruzione e della previdenza devono contribuire a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, devono prevenire i rischi di impoverimento e di esclusione e devono essere completati abolendo privilegi e garanzie corporative che danneggiano gli interessi dei più bisognosi.
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Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali. La difesa della sicurezza non ammette acquiescenza nei confronti della grande criminalità, della violenza razzista e xenofoba, dei fenomeni diffusi di violenza, con particolare riferimento alle donne ed ai minori, e nei confronti della piccola criminalità che colpisce soprattutto gli strati deboli della società.
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I socialisti e le socialiste lavorano per ampliare i diritti e le libertà che le donne hanno conquistato e continuano a lottare per eliminare le gravi discriminazioni ancora esistenti. Il Partito Socialista garantisce nelle sue strutture e nella pratica politica le pari opportunità tra uomini e donne.
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Il Partito Socialista s’impegna per lo sviluppo della democrazia economica, politica e culturale; opera per un rafforzamento continuo della democrazia rappresentativa, per dare più credibilità delle istituzioni e per consentire al cittadini attraverso il voto libero e segreto di scegliere una politica, un partito e i propri rappresentanti.

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